Codice Internet

A proposito di internet io credo che l'Italia sia stata frenata nello sviluppo della rete da un nugolo di "presunti" esperti, spesso, chiamati a fare da consulenti ai ns. governanti. Lo scorso novembre ho pubblicato questo post, molto esaustivo al riguardo, in cui riprendo un'intervista ad uno dei padri dell'internet in Italia (figuriamoci il resto....)

"Le scimmie in pigiama, Le scimmie del web 2.0" queste simpatiche definizioni appartengono a Maurizio Decina definito, dalla rivista "Uomini & Business", il più grande esperto italiano di telecomunicazioni.

In una illuminante intervista rilasciata a Giuseppe Turani questo signore (classe 1943) che insegna al Politecnico di Milano e che è ritenuto uno dei padri dell’Internet italiana, non risparmia certo aggettivi al web 2.0!

In particolare se la prende con i famosi UGC i contenuti generati dagli utenti mettendo in discussione persino Wikipedia e, parafrasando tale Andrew Keen, afferma testualmente: ""milioni di scimmie esuberanti stanno creando una foresta digitale senza fine di mediocrità"".

Il web semantico… (vera rivoluzione!) e un simpatico mondo in cui le macchine parleranno tra loro (come se già non lo facessero, imho), le profezie del Prof. Decina.

Ma come…. ed i social network? E i corporate blog? E i barcamp? E il marketing non convenzionale? E il numero crescente di blogger che è pari ad una nazione? E gli sviluppi formativi e scientifici di Second Life? E Murdoch?

Tutta fuffa, tutte scimmie?

Vi risparmio il resto dell’intervista a Decina, che potete leggere sul numero di novembre di "Uomini & Business", e rispetto le sue idee anche se certo lui non si fa scrupolo di attaccare il popolo della blogosfera.

Non è tanto il pensiero di un uomo che ha superato la sessantina e che evidentemente ha mal digerito che il controllo non è più nelle mani di pochi singoli che mi preoccupi, semmai è il fatto che egli, come molti altri ritenuti massimi esperti della Rete, vengano consultati da chi deve legiferare in materia!>>

Leo

Tag: aruta, decina, in, internet, le, leo, pigiama, scimmie

Commento

Devi essere membro di Codice Internet per aggiungere commenti!

Partecipa a Codice Internet

WiFighters Commento da WiFighters su 1 Agosto 2008 a 9:40
Più che web2.0 lo chiamerei web 0.2 perchè a mio parere non siamo ancora arrivati al web 1.
Gli strumenti che stiamo adoperando adesso in realtà erano disponibili già molto tempo fa, non dimentichiamo che i primi browser nati grazie al grande impegno di Tim Berners Lee e del suo gruppo avevano già le funzionalità di editing e il primo Second Life girava su Commodore 64 con una linea dial up con l'ausilio dei dischi in locale.
Non c'erano semplicemente le condizioni commerciali e sociali perchè si sviluppassero.

Riporto una frase del libro di Gubitosa "Hacker, Scienziati e Pionieri" che ritenfo illuminante in questo senso :

"La storia della scienza è costellata da scoperte e invenzioni che si sono affermate solamente quando la società e la cultura accademica del tempo sono state in grado di apprezzare la portata e i benefici dei nuovi paradigmi e delle nuove visioni tecnologiche che accompagnavano ogni innovazione.

Nessuna conquista è puramente scientifica, ma porta con se anche un approccio culturale, una visione del mondo e una prospettiva rivoluzionaria che si intrecciano inevitabilmente con la nuova tecnica, e che rendono ogni invenzione assolutamente inutile se non trova un contesto sociale e culturale pronto ad accogliere questa nuova scoperta e a farla propria“

Sono daccordo sul pragmatismo da tenere verso l'uso di queste tecnologie, ne faccio un mio stile di lavoro, ma onestamente non riesco proprio a riconoscere in persone come Decina dei padri di Internet in Italia ne' tantomeno riesco a dare a loro il merito dell'innovazione in questo paese che soffre anche a causa delle lobby e delle reti di clientelismo che si antepongono alle vere innovazioni e che sono specchio del modo di lavorare di questo paese.

Perchè si, la rete e lo specchio della cultura dei paesi e delle persone che la popolano ma soprattutto di quelli che avendo soldi e visibilità potrebbero contribuirci ma in realtà lo usano come uno dei tanti strumenti di potere con cui aumentare la propria posizione dominante.

In Italia non abbiamo i Tim Berners Lee, i Lessig, i Rheingold, stiamo qui a parlare di Decina il cui contributo, con tutto rispetto, è lontano anni luce da quello dato al mondo intero da questi grandi ricercatori.

Non si tratta di scalzare nessuno si tratta di cominciare a provare a fare vera innovazione, senza troppi convegni a cui parlare, senza troppe consulenze inutile che vengono pagate decine di migliaia di euro, senza pagare brevetti inutili a multinazionali che più che inventare tecnologie creano incastri magici a favore del proprio business.

Chi ha la fortuna di poter fare un uso evoluto di queste tecnologie e quindi chi ha la fortuna di poterli utilizzare anche per avere visibilità e scambiare opionioni dovrebbe avere il dovere di dire le cose come stanno veramente e chiedere con tutta la forza che si agisca al che la necessità assoluta di innovazione vera e quindi di sviluppo del paese prevalga sugli interessi dei soliti che si arrichiscono approfittando del vuoto che li circonda e a cui hanno contribuito.

Sfortunatamente questo dovrebbe essere il next step ancora prima che il web 3.0.
talentosprecato Commento da talentosprecato su 1 Agosto 2008 a 0:43
Non è un problema di rete ma comunque un problema di cultura di base diversamente la rete non fa altro che replicare i comportamenti tenuti nel mondo esterno. ben detto, è sempre questione di cultura
Leo Aruta Commento da Leo Aruta su 31 Luglio 2008 a 23:36
Caro Gigi,
mi fa piacere di essere riuscito a far nascere un dibattito che, vedo con piacere, sta coinvolgendo un bel pò di amici.
Il fatto che Tu, pur in vacanza, partecipi alla discussione la dice lunga su quanto siano cambiati gli stili di vita. Una volta si staccava la spina e ci si rilassava totalmente, oggi Tu fai salti mortali per restare in "contatto" pur essendo in vacanza! Perchè è questo il vero cambiamento, noi siamo tutti in "contatto" costantemente.Domani poi vedremo se questo sarà stato davvero un vantaggio. Io e Te, come tanti altri presenti in questo nuovo social network, ci siamo conoscuti ed interagiamo grazie al web 2.0. E non c'interessa sapere che molti, in questo stesso momento, magari stanno postando cazzate o scienza infusa. Il web 2.0 è una nuova dimensione grazie alla quale molte cose stanno cambiando in meglio o cambieranno presto. Come la politica (sta succedendo in America), come la consapevolezza dei consumatori, o come la possibilità di farsi conoscere da un pubblico inimmaginabile ed irraggiungibile sino a qualche anno fa (penso ai nuovi gruppi musicali emergenti su Myspace).
Quando le cose cambiano così velocemente lasciano sempre una scia di "meteoriti", è inevitabile, solo bisogna essere molto saggi e molto aperti per cogliere i lati positivi (e non penso a Decina....)
Leo.
Gianluigi Cogo Commento da Gianluigi Cogo su 31 Luglio 2008 a 23:19
Caro Leo, la discussione ha preso una bella piega.
Sono in ferie e mi collego solo alla sera quando trovo un po' di rete ma ho scelto lo stesso di seguire i commenti di questo post via email perchè è quello che, finora, ha dato i migliori spunti su questo NING.
La situazione, forse, è più complessa ancora di quello che abbiamo appena iniziato ad abbozzare.
Si tratta anche di scontro/incontro fra generazioni.
In pratica è giusto che i giovani abbiano ambizioni ma è anche giusto che alcuni (non tutti) i più esperti mettano ancora a disposizione la loro esperienza e il loro pragmatismo.
Non è tutto oro ciò che luccica, questo forse è il messaggio di Decina e di altri che hanno visto nascere con difficoltà il web italiano. E io, essendo un po' vecchietto li capisco.
Li capisco perchè molte "stronzate" son state dette e fatte anche negli anni '90 e forse ora, essendo moltiplicati gli attori, sono moltiplicate anche le "stronzate".
Ma è giusto che i giovani rompano le balle e cerchino di scalzare chi sta davanti. Appena avvertono il puzzo da "rendita di posizione", però, devono allarmarsi e denunciarlo.
Viva il web 2.0 allora, viva la rete e il web "sociale", viva gli strumenti nuovi e abilitanti.
Ma mettiamoci un po' di pragmatismo, altrimenti davvero è solo tanto, ma tanto "rumore".
E qui arriviamo al nocciolo.
Chi può ergersi a giudicare cos'è qualità? Chi può discernere fra "fuffa" e "canoscenza"?
Chi può dire se gli UGC sono magma o reatività.
Su tutto questo ho solo dubbi. Pochissime certezze.
Mi piace spingere l'innovazione, rendere facile ciò che è ostico ma, soprattutto, mi piacerebbe che scaturisse un "valore" tangibile, per me, per noi, per il "sistema".
Ciao
Alessandro Venturi Commento da Alessandro Venturi su 31 Luglio 2008 a 18:36
"In una illuminante intervista rilasciata a Giuseppe Turani"

Ma poi qualcuno ha spiegato a Giuseppe Turani come funziona Adsense ?
http://webmarketingblog.eurorunner.com/2008/02/12/qualcuno-spieghi-a-turani-come-funziona-google-adsense/
patrizia filippetti Commento da patrizia filippetti su 31 Luglio 2008 a 17:39
la verità risiede sempre nel mezzo
viva chi ha scoperto la relatività...
WiFighters Commento da WiFighters su 30 Luglio 2008 a 23:17
uso consapevole delle tecnologie, questo secondo me è il tema. Molto difficile da mettere in pratica perchè significa investire moltissimo tempo nell'apprendimento di quello che ci circonda e nella condivisione con gli altri.
Vittorio Canavese Commento da Vittorio Canavese su 30 Luglio 2008 a 23:12
@NewMediologo, vero, anche se c'è chi scarica "Vacanze di Natale" e chi le serie in anteprima che in Italia trasmetteranno ad orari impossibili e valgono più di molti film. Ma non divaghiamo. La rete può essere un'occasione di ricomposizione o recupero democratico con l'uso consapevole. Ma non è per questo che siamo qui?
NewMediologo Commento da NewMediologo su 30 Luglio 2008 a 22:37
@ Vittorio, la spaccatura sociale già esiste ed esiste anche in rete visto che la maggior parte dei numeri della rete in Italia è costituita massa bovina che non sa cosa sia Wikipedia (del resto non sa nemmeno cosa sia una encoclopedia..) ma benissimo che cosa è eMule visto che eMule serve a scaricare i films.. Non è un problema di rete ma comunque un problema di cultura di base diversamente la rete non fa altro che replicare i comportamenti tenuti nel mondo esterno.
WiFighters Commento da WiFighters su 30 Luglio 2008 a 22:22
@ Vittorio : concordo con te. ogni innovazione ha portato con se molta fuffa data dall'entusiasmo e soprattutto dalla necessità del mercato finanziario di trovare sempre nuovi hype su cui costruire le speculazioni.
Siamo veramente solo all'inizio ma è fondamentale portare avanti una politica decisa e continuativa che punti a livellare il digital divide in tutte le sue forme, tecnologico, culturale e politico, prima che appunto diventi come dici tu una spaccatura sociale.

© 2010   Codice Internet.   CF 97539280152 - Associazione Codice Internet, Via Montebello 27, Milano

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio