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Barack di qua, Barack di là, Barack e Hillary, Barack come Kennedy e Martin Luther King, Barack contro Superman, Barack E' Superman. Ora però arriva McCain: “Toc, toc! Ehi, ci sono anch’io!”.

Questa è la sintesi della popolarità attuale dei candidati in corsa per la Casa Bianca.
Apprendo oggi che il candidato repubblicano si è reso conto (con un po’ di ritardo) che il concorrente democratico finora gli ha rubato il palcoscenico, grazie ad una esposizione mediatica nettamente superiore sia quantitativamente che qualitativamente.

Non è nemmeno una questione di media, perché questo avviene in tv, in radio, sui giornali e sul web.
McCain finora non è riuscito a promuovere efficacemente la propria immagine, mentre ogni volta che Obama si gratta un orecchio parte immediatamente un tam tam su tutti i media del mondo.
A sfavore di McCain (classe 1936) gioca senza dubbio il fattore anagrafico (e di riflesso quello culturale), ma d’altronde i consulenti servono anche a quello, no?

Barack Obama (classe 1961) è un comunicatore nato, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni e i nuovi media.
Leggo su Wikipedia, a proposito di Barack Obama:
La "Legge sulla trasparenza dei fondi federali Coburn-Obama" fornisce un sito web, gestito dall'Agenzia della Gestione e del Bilancio, che annota tutte le organizzazioni che ricevono fondi federali dal 2007 in avanti, e fornisce dettagliatamente quale agenzia destina i fondi, la quantità di denaro fornito, e il motivo del finanziamento o contratto.

Partecipando a vari social network, mi capita spesso di trovare community, gadget, widget, discussioni pro-Obama (ad esempio su Facebook), ma di McCain nessuna traccia.

Tanto per fare chiarezza, specifico che secondo me non esistono un “popolo del web” e un “popolo fuori dal web”, piuttosto che una “campagna on-line” in contrapposizione (o in parallelo) ad una “campagna off-line”.
Io sono la stessa persona sia quando sono sul web che quando non lo sono e le mie idee non cambiano a seconda dei contesti in cui mi trovo.
Se dal contatto diretto con altre persone, piuttosto che dai media tradizionali, ci formiamo le nostre idee e le nostre convinzioni, le porteremo avanti spontaneamente anche sui media digitali, con un “tam tam mediatico dal basso”.
“Essere in rete” è un’affermazione limitativa, perché in realtà noi siamo sempre in rete, anche quando non siamo connessi ad Internet, che è solo l’ultimo, potentissimo, canale per intrecciare relazioni.
I pensieri off-line alimentano continuamente l’on-line; i pensieri on-line dilagano rapidissimamente e conseguentemente influenzano le persone anche nella vita off-line.

Barack Obama questo l’ha capito.

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Tag: comunicazione, media digitali, politica

Commento

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luigi Commento da luigi su 29 Agosto 2008 a 14:40
sicuramente è la prima campagna elettorale che si combatte anche sul web, io ho seguito per curiosità le primarie con la clinton, dove almeno c'era più bagarre.

Come modello di comunicazione non c'è male, ma io vedo la cannibalizzazione degli spazi in fase iniziale poi i suo media (a parte sito e blog) non sono aggiornati frequentemente (se non la aprte dove chiede fondi).

p.s. io spero che perda!

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