Abbiamo aperto il 15 luglio 2008, 1 giorno e 219 anni dopo la presa della Bastiglia e l'inizio della Rivoluzione Francese :)
Il 15 luglio scorso avevamo un'idea, un video e qualche teaser...
11 giorni dopo siamo una comunità di quasi 800 persone, abbiamo un programma preciso ma in continuo movimento (che è anche un wiki collaborativo che può essere modificato da chiunque) e svariate discussioni attive alle quali vi invitiamo a partecipare :)
Ringraziamo tutti coloro che stanno supportando il progetto e che sono pronti ad agire: senza la collaborazione di tutti non si potrebbe andare da nessuna parte! :) SaraM
Commento da NewMediologo su 27 Luglio 2008 a 18:19
@WiFighters
Sono daccordo e credo che bisogna anche tenere presente che DIgital Divide vuol dire anche ADSL che non funzionano, pessimi servizi, scarsa trasparenza, offerte spesso farraginose.. Tutto questo allontana i potenziali navigatori, molta gente rimane scottata da un fornitore e decide di rinunciare..
Internet e i nuovi media in se non sono in grado di attirare quelle fasce di popolazione poco avvezze alla partecipacipazione e ciò nonostante la diffusione delle nuove tecnologie nelle case cresca continuamente.
Ne consegue che quel piccolo e sparuto gruppo che ha la fortuna di poter e sapere usare questi nuovi media in modo evoluto deve impegnarsi per diffondere nella popolazione un uso consapevole di queste nuove tecnologie uscendo cosi da quelle sfere di partecipazione che vedono sempre gli stessi nomi e che spesso scadono in discussioni sterili e fini più alla propria autostima che ad un vero contributo alla comunità.
Se ciò non avverrà potremmo assistere ad uno sviluppo assimetrico dei nuovi media che potrebbe ulteriormente aumentare l'esclusione dai processi mediali e dall'evoluzione tecnologica e informativa di quelle persone che non ne possono fare uso frequente o ne fanno un uso "elementare" perchè appunto non consapevoli delle vere potenzialità.
Da qui la necessità di ridurre il digital divide che non può essere inteso solo come un problema tecnologico dato dall'assenza di banda larga ma deve essere affrontato attraverso il coinvolgimento di fasce di popolazione sempre più ampie in processi di evangelizzazione su un uso consapevole dei nuovi media.
Il divario digitale va quindi affrontato per quello che forse è già ma che sicuramente potrebbe diventare, un divario sociale.
Ben vengano iniziative come queste se avranno la forza di aprire il dialogo ad ampie fasce di popolazione che devono esser raggiunte attraverso diversi media, uscendo cosi finalmente dalle solite discussioni fra i soliti nomi a cui abbiamo fino ad oggi assistito.
Proporrei anche di creare un gruppo Digital Divide per aprire discussioni su possibili soluzioni pratiche e concrete a questo problema nel nostro paese fra cui azioni di convincimento verso i responsabili del Governo che dovrebbero occuparsi della soluzione.
Grazie
Nicola
Commento da NewMediologo su 27 Luglio 2008 a 15:06
Assillanti e fastidiosi come Testimoni di Geova o Venditori di Folletto, persuasivi e pervasi dalla luce della follia visionaria come diceva Steve Jobs..
aghost
non è quello che Codice Internet si propone di fare?
Partire da chi nel web ci sta già e lo conosce per condividere con gli altri conoscenze, competenze e possibilità?
Il primo passo è necessariamente aggregare sul progetto, e visti i risultati, direi che si sta andando parecchio veloci. Dopo le prime iniziative previste sarà interessante capire se e quanto *ritorno* si è raggiunto.
Commento da NewMediologo su 27 Luglio 2008 a 11:12
A fare comunità "virtuali" enormi non ci vuole molto, poi conta la ciccia.. Volevo sapere quanti comunicati stampa sono stati inviati per la nascita dell'iniziativa e se ci si può occupare della diffusione a livello locale e se sono disponibili modelli di materiale pubblicitario ed informativo "tradizionale" da distribuire nel mondo esterno perchè se se rimane sempre dentro la rete a parlare di rete è un cavolo e tutt'uno..
piano con gli entusiasmi... siamo appena 1000 persone scarse, cioè la "punta di diamante" della blogosfera, coloro cioè che sono molto informati, impegnati eccetera. Non sono un po' pochini in tutt'italia? Ammettiamo pure che gli iscritti crescano o raddoppino, alla fine della fiera quelli veramente attivi saranno qualche centinaio di persone. Sarebbe ottimo se fossimo la Repubblica di S. Marino, ma per un paese come l'italia siamo esattamente quattro gatti... :(
Commento da NewMediologo su 26 Luglio 2008 a 17:40
Ringrazio, l'ho vista dopo.. La domanda era in relazione alle realtà anche micro nate dal contatto in rete.. In soldoni: l'aggregazione 2.0 funziona o è solo una fuffa..?
ciao Francesco, abbiamo una pagina apposita in cui raccogliamo questo tipo di storie :)
Commento da NewMediologo su 26 Luglio 2008 a 17:00
Abbiamo tutti assistito alla nascità di molte comunità virtuali 2.0 che sono riuscite ad uscire fuori dalla rete sia a livello conviviale che professionale.. Mi piacerebbe sapere in particolare quante opportunità realtà professionali ed imprenditoriali sono nate dal contatto in rete attraverso social networks e luoghi 2.0.. Molti dei grandi protagonisti del mondo IT sono all'inizio stati "quattro amici al bar" e mi piacerebbe scambiare esperienze con chi davvero ha trovato nella rete ed attraverso la rete la sua realizzazione anche in settori diversi.. Raccontate le vostre esperienze.
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