
Cari vecchi libri,
addio. Sembra questo lo scenario che ci aspetta nei prossimi due decenni, almeno stando alle affermazioni di
Gian Arturo Ferrari, direttore generale della
Divisione Libri del gruppo Mondadori.
Perchè gli e-book possano prevaricare nell'uso i libri tradizionali bisognerà però attendere
un'evoluzione culturale e un
ricambio generazionale: la massa critica di chi acquisterà e usufruirà di questi strumenti sarà raggiunta solo quando i bambini che in questi anni cominceranno ad
utilizzarli nelle scuole saranno diventate adulte.
Qualche dato: attualmente le case editrici che hanno pubblicato almeno un titolo nell'anno e non sono organi di aziende e associazioni sono
2.901. Quelle che
pubblicano almeno un titolo al mese sono 1.016.
Se si dovessero prendere in considerazione tutte le case editrici registrate, allora il numero salirebbe a
8.814.
Circa il
20% dei titoli pubblicati nel nostro Paese non è italiano. Al giorno,
vengono pubblicati 170 titoli.
La percentuale di invenduto è del 95%.
L'e-book, alla luce di questi dati, rappresenterebbe una vera e propria
rivoluzione: i contenuti veicolati su supporti digitali verrebbero
acquistati, scaricati e fruiti solamente dall'utente realmente interessato, evitando inutili
giacenze nei magazzini delle librerie.
Sempre secondo
Ferrari, l'introduzione dell'e-book all'interno delle abitudini degli utenti sarà
graduale e per settore. Per primi saranno coinvolti i
mercati tecnici, il mondo aziendale e del business.
Poi, in un secondo momento, i lettori digitali saranno disponibili anche per titoli d'autore.
Matteo
Photo by: masternewmedia.org
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