
Le maestre e i professori del Bel Paese
non dimostrano di avere dimestichezza con internet e affini.
Il
70% usa un computer ma in realtà fatica a districarsi tra gli
strumenti tecnologici.
A rivelarlo è uno studio condotto su un
migliaio di insegnanti di scuole
primarie e secondarie sparse per tutto lo stivale realizzata dalla società

Edu-Tech. La ricerca è stata prodotta per il convegno comincerà giovedì 24 settembre a Milano dedicato al
futuro della scuola.
Si parte da un dato confortante, il
67% degli insegnanti intervistati dichiara di utilizzare abitualmente un computer e alcuni di essi lo fanno
quotidianamente (24%). C'è poi una fetta di
"analfabeti digitali", che corrisponde al
18%, i quali dichiarano di non aver
mai acceso un computer.
Tutti gli altri, vale a dire coloro che almeno sporadicamente usano il pc, si sono avvicinati alla tecnologia secondo diverse modalità: da
autodidatta, chi grazie all'
insegnamento dei figli, chi a seguito di un
corso di formazione o chi per avere un
partner più tecnologico.
Ma come passano il tempo in rete gli insegnanti italiani?
Gli usi sono molteplici: r
icerca delle informazioni (78%),
controllo della posta elettronica (73%),
uso dei social network (47%).
Non mancano le occasioni di confronto virtuale tra colleghi:
un terzo degli insegnanti connessi ha dichiarato di aver scambiato informazioni con altri maestri o professori su questioni legate alla propria professione.
Tuttavia, il corpo docenti italiano si trova concorde (64%) nell'affermare che l
a tecnologia è un asset importante dell'impianto didattico delle nostre scuole. Quasi un terzo (31%), fortunatamente, la considera fattore
imprescindibile per lo sviluppo.
Sviluppo deve necessariamente passare da due vie: da un lato un
accesso preferenziale agli strumenti tecnologici da parte degli studenti e dall'altro un'
indispensabile e corretta formazione degli insegnanti su queste tematiche.
Come al solito, e come ribadito più volte sulle pagine di
questo blog, la spinta al
cambiamento deve partire dal basso, da quelle generazioni che si troveranno a vivere in un mondo sempre più
tecnologico e interconnesso.
E' quindi fondamentale gettare basi solide per permettere ai giovani di oggi di diventare la classe dirigente di domani,
moderna e al passo con i tempi.
Matteo
Photo by: sunderland.gov.uk
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