Whatsapp Messenger di nuovo a pagamento?

Gli utenti sono imbestialiti a sentire la notizia che WhatsApp possa ritornare a pagamento: il gossip impazza sul web e gli utilizzatori che ogni giorno si scambiano miliardi di messaggi di testo con i loro account tremano, ma davvero non sarà gratis?

WhatsApp a pagamento, abbonamento in arrivo?

In queste ore è pervenuta la segnalazione di parecchi utenti, i quali si sono lamentati di un nuovo messaggio arrivato nella chat WhatsApp. Secondo il testo riportato da alcune catene di Sant’Antonio, WhatsApp a settembre potrebbe ancora cambiare e diventare a pagamento. Gli utilizzatori quindi dovranno pagare un abbonamento di 2 Euro all’anno, contro i 0,89 Euro che in precedenza era il costo reale dell’abbonamento.

Prima di tutto, bisogna specificare che si tratta di una bufala, la solita truffa che da anni circola in Rete, magari diffusa periodicamente da chi lavora per le app concorrenti. WhatsApp rimane e rimarrà gratis per gli utenti privati, con tutte le sue funzioni e i vantaggi di cui si può godere da una app di messaggistica istantanea di questo calibro.

Scambiarsi SMS,foto e file di ogni genere in maniera gratuita è il vantaggio numero uno della chat, ma le cose potrebbero cambiare per le aziende.  WhatsApp è dal 2014 che fa parte dell’area aziendale di Facebook, e tante voci hanno fatto indurre l’idea di una possibile fusione tra i due servizi, entrambi molto validi. Molti addetti ai lavori hanno anche alimentato queste voci, insinuando che Messenger fosse destinato ad essere sostituito con la app di messaggistica istantanea.

Eppure le due piattaforme sono sempre state mantenute distanti tra loro, forse per differenziare i servizi, ma qualcosa sta cambiando, a giudicare dalle ultime notizie che circolano in Rete.

SMS a pagamento WhatsApp solo per aziende

Mark Zuckerberg, nuovo proprietario di WhatsApp, potrebbe introdurre cambiamenti nel sistema IM più usato a livello mondiale. Il primo è quello di cercare di monetizzare partendo dalle aziende. Questo significa, secondo il Wall Street Journal, che saranno le attività a pagare per inviare messaggi.

Il team di sviluppo dell’applicazione sta lavorando sodo non solo per sviluppare aggiornamenti competitivi, bensì anche per garantire la sicurezza e anche nuove funzionalità per desktop e mobile app su Android ed iOS.

Certamente, la fatturazione WhatsApp sui messaggi inviati fa rimanere perplessi, ma riguarda solo le ditte, le quali si ritroveranno a pagare tra 1 e 9 centesimi a messaggio inviato, nel caso in cui la risposta tardi ad arrivare. Il limite di tempo sarà fissato nelle 24 ore, oltre il quale file, SMS e foto inviati diventeranno a pagamento.

Perché i messaggi a pagamento per le aziende

Insomma, monetizzare sì, ma non a tutti i costi. Il pacchetto si attiva solo nel momento in cui l’azienda non risponda per tempo a un messaggio ricevuto in chat. Lo scopo è stimolare la risposta rapida ai messaggi e dall’altro, per l’azienda, di guadagnare qualcosa. Mentre per gli utenti, si prospetta la novità di utilizzare l’applicazione in modo preferenziale per comunicare con una data azienda.

Si potranno incentivare quindi info point virtuali sull’app per i biglietti aerei, di treni, bus e per le prenotazioni da cambiare. Un modo di comunicare molto veloce, unito a un centro assistenza che diffonde informazioni in tempo reale, come un tempo era lo scopo di Twitter. Le aziende così hanno un guadagno di immagine, dimostrando di essere molto efficienti. Lo spettro del pagamento di un messaggio, peraltro non inviato da loro bensì da un cliente, incoraggerà la risposta pronta degli addetti alla comunicazione.

Insomma, se il centro assistenza di casino.netbet.it decidesse di introdurre il servizio assistenza via chat, dovrebbe rispondere subito ai messaggi, altrimenti pagherebbe una tariffa specifica. Ancora non è chiaro come verrà conteggiato il tutto,  per la lunghezza del messaggio o per la tipologia di file.

La funzione potrà essere utilizzata per l’invio dei messaggi non promozionali, come la conferma della spedizione di un prodotto o l’emissione di una carta di imbarco. Dal 2019 le aziende potranno comunque inserire ads pubblicitari negli stati come sta avvenendo per le Instagram Stories nella relativa piattaforma.

Alessia Bianchi

Internet addicted, amante della tecnologia scrive guide e news utili rispondendo a domande come codici sconto, come fare, i perche etc etc.

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